Informativa privacy

Cosa facciamo con i tuoi dati.

Informativa ai sensi dell'articolo 13 del Regolamento (UE) 2016/679. È scritta in italiano corrente perché la devi capire, non archiviare.

Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2026

1. Chi tratta i dati

Il titolare del trattamento è ARTCode di Fabio Ariotti, con sede in Via Vercelli 18, 13039 Trino (VC), P. IVA 02782390021, codice fiscale RTTFBA97T03B885G.
Email: fabio@artcodeagency.it — PEC: fabioariotti@pec.it.

Non è stato nominato un responsabile della protezione dei dati (DPO): non ricorre nessuno dei casi in cui la nomina è obbligatoria.

2. Quali dati raccogliamo

Quelli che scrivi tu nel form di richiamo:

E, solo se lo accetti dal banner, i dati di navigazione che raccoglie Google Analytics: pagine viste, durata della visita, da quale sito o ricerca sei arrivato, tipo di dispositivo, e la posizione approssimativa ricavata dall'indirizzo IP — paese e, quando Google riesce a dedurla, città. Non è la tua posizione: è quella del nodo da cui esci in rete, che può stare a chilometri da dove sei. Se non acconsenti, lo strumento non viene nemmeno caricato — nessuna richiesta parte verso Google e il tuo indirizzo IP non esce da qui. I dettagli, cookie per cookie, stanno nella cookie policy.

Poi ci sono altre due strade da cui i tuoi dati possono arrivare qui, e nessuna delle due passa dal form.

I registri del server. Come qualunque sito, questo gira su un computer che tiene nota delle richieste che riceve: indirizzo IP, momento, pagina chiesta, tipo di browser. Non serve a sapere chi sei — non viene collegato al form, non finisce in nessuna statistica e nessuno lo sfoglia per curiosità — serve a tenere in piedi il sito e a respingere gli attacchi. Li tiene Vercel, per il tempo breve previsto dal suo servizio — ore o giorni, non mesi — e poi li cancella da sé: noi non li scarichiamo e non ne teniamo copia. Della stessa famiglia è il conta-tentativi che difende il form e l'area riservata dagli invii automatici: quando mandi il form, l'indirizzo IP e l'istante finiscono in un contatore sul database (Supabase, server in Unione Europea) che serve solo a fermare chi insiste troppo in poco tempo, non è collegato alla tua richiesta e si svuota da solo entro ventiquattro ore. La base giuridica qui non è il tuo consenso ma il nostro legittimo interesse a far funzionare e a difendere il sito (art. 6, par. 1, lett. f del GDPR).

Se ci scrivi invece di compilare il form. Una email, una PEC o un messaggio WhatsApp portano con sé quello che ci hai messo dentro — il tuo indirizzo o il tuo numero, il testo, e nel caso di WhatsApp il nome che hai sul profilo. Li trattiamo per risponderti, con gli stessi tempi e gli stessi diritti scritti qui sotto. La posta passa dai server di Aruba, che gestisce le caselle del dominio; i messaggi WhatsApp passano da WhatsApp Ireland Limited (gruppo Meta), che li tratta secondo le proprie regole e su cui non abbiamo voce in capitolo: se questo non ti va bene, la email e il form fanno lo stesso lavoro.

Dal 14 agosto 2026 ArtCode fa pubblicità su Google Ads. Se accendi la casella «Pubblicità» del banner, Google collega il clic sull'annuncio all'invio del modulo, e ci dice quale annuncio ha portato una richiesta. Serve a smettere di pagare quelli che non servono, e la casella parte spenta: se la lasci così, verso Google Ads non parte niente. I dettagli, cookie per cookie, stanno nella cookie policy.

Quello che non facciamo, e resta vero: non incrociamo i dati di navigazione con quelli che scrivi nel form, non ti mandiamo pubblicità per email o per messaggio, non vendiamo liste a nessuno e non ci sono decisioni automatizzate né profilazione — nessuna proposta e nessun prezzo cambia in base a come hai navigato.

3. Perché li usiamo

I dati del form per una cosa sola: richiamarti nel giorno e nella fascia che hai indicato, e portare avanti la conversazione che ne nasce. Non servono a mandarti pubblicità e non finiscono in nessuna lista.

La base giuridica è il tuo consenso (art. 6, par. 1, lett. a del GDPR), che dai spuntando la casella nel form, e l'esecuzione di misure precontrattuali richieste da te (art. 6, par. 1, lett. b) per il seguito della trattativa. Il conferimento è facoltativo, ma senza nome e numero la telefonata non si può fare.

Di quel consenso teniamo traccia — che è stato dato, quando, e su quale versione di questa pagina — insieme alla tua richiesta. Non è zelo: la legge chiede a noi di poterlo dimostrare (art. 7, par. 1), non a te di ricordartelo.

I dati di navigazione, se li hai accettati, servono a un'altra cosa: capire se il sito funziona. Quali pagine si leggono, quali si abbandonano, da dove arriva chi ci trova. È una statistica aggregata, non un dossier su di te, e si appoggia anch'essa al tuo consenso (sempre art. 6, par. 1, lett. a): quello che dai dal banner, e che puoi ritirare quando vuoi.

4. Per quanto tempo li teniamo

Ventiquattro mesi da quando la richiesta è arrivata, poi si cancellano. E si cancellano da soli: c'è un lavoro automatico che gira il primo di ogni mese e butta via quello che ha passato il termine, senza che nessuno debba ricordarsene. Se dalla telefonata nasce un lavoro, i dati necessari alla fatturazione restano per i dieci anni che impone la legge fiscale — quelli non li decidiamo noi.

Le email e i messaggi seguono la stessa regola, con una differenza onesta: quella pulizia la fa una persona, non una macchina. Se dalla conversazione non nasce niente, lo scambio si cancella entro ventiquattro mesi; se nasce un lavoro, resta con i documenti di quel lavoro per i dieci anni della legge fiscale, perché è lì che si va a cercare cosa era stato promesso il giorno che qualcuno lo contesta.

Puoi chiederne la cancellazione prima, in qualsiasi momento.

I dati di navigazione di Google Analytics si cancellano da soli, e su due tempi diversi: due mesi per i singoli eventi — la visita a una pagina, il clic — e quattordici mesi per i dati legati all'identificativo del browser, che è il massimo che lo strumento consente. Dopo, di quella visita resta solo il conteggio aggregato, che non riguarda più nessuno in particolare.

5. Chi altro li vede

Nessuno li compra e nessuno li rivende. Passano solo per i fornitori tecnici che tengono in piedi il sito, nominati responsabili del trattamento ai sensi dell'art. 28 del GDPR:

Fuori da questo elenco c'è WhatsApp Ireland Limited, e sta fuori per un motivo preciso: dei messaggi che ci mandi lì non è un nostro fornitore, è un titolare per conto suo, con le sue regole. Se ci scrivi su WhatsApp quel passaggio lo accetti con Meta, non con noi.

Supabase e Vercel sono società statunitensi: gli eventuali trasferimenti fuori dallo Spazio economico europeo avvengono sulla base delle clausole contrattuali tipo approvate dalla Commissione europea (decisione di esecuzione UE 2021/914). Google tratta i dati da un'entità irlandese e per gli eventuali trasferimenti verso gli Stati Uniti si appoggia al Data Privacy Framework UE-USA, oltre che alle stesse clausole tipo.

Oltre a loro, i dati possono essere visti da chi tiene la contabilità e, se un giorno servisse, da un avvocato: succede solo se dalla telefonata nasce un lavoro, e solo per la parte che riguarda le fatture o una contestazione. Nessun altro.

6. Cookie

Prima che tu risponda al banner il sito scrive un cookie solo, e non è per te: è quello che tiene aperta la sessione dell'area riservata da cui ArtCode gestisce le richieste — tecnico, trenta giorni, riguarda solo chi ci lavora.

Gli altri sono quelli di Google Analytics, e arrivano solo se accetti: finché non lo fai, lo script non viene neanche scaricato. L'elenco completo — nome per nome, con durata e finalità — e il modo per cambiare idea in un clic stanno nella cookie policy.

7. I tuoi diritti

Puoi chiedere in qualsiasi momento di accedere ai tuoi dati, di correggerli, di cancellarli, di limitarne il trattamento, di riceverli in un formato leggibile da una macchina, e puoi opporti al trattamento o revocare il consenso — la revoca non tocca quello che è stato fatto prima (artt. 15–22 del GDPR).

Basta una email a fabio@artcodeagency.it, o una PEC a fabioariotti@pec.it se preferisci che resti traccia: rispondiamo entro trenta giorni. Se la risposta non ti convince, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali (garanteprivacy.it) o all'autorità giudiziaria.

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