Di chi sono il dominio, l'hosting e gli accessi del tuo sito
La domanda che quasi nessuno fa prima di firmare, e che diventa un problema serio il giorno in cui vuoi cambiare fornitore.
C'è una domanda che quasi nessuno fa prima di firmare, e che diventa un problema serio il giorno in cui vuole cambiare fornitore: a nome di chi è intestato il dominio?
Non è una questione tecnica. È una questione di proprietà.
Cosa succede quando non è intestato a te#
Il dominio è l'indirizzo del tuo sito. Se è registrato a nome dell'agenzia che te lo ha fatto, quell'indirizzo non è tuo: è loro, e te lo lasciano usare. Finché il rapporto funziona non te ne accorgi. Quando finisce, te ne accorgi tutto insieme.
Nella pratica succedono tre cose, in quest'ordine.
La prima: chiedi di spostare il sito da un'altra parte e ti viene detto che "non è così semplice". La seconda: esce una cifra per il trasferimento, che nessuno aveva nominato prima. La terza: se decidi di non pagarla, riparti da un dominio nuovo, e perdi tutto quello che quell'indirizzo aveva accumulato in anni di biglietti da visita, insegne, schede Google e link ricevuti da altri siti.
Non serve malafede perché finisca così. Basta che nessuno abbia messo la cosa per iscritto all'inizio.
Le tre cose che devono essere tue#
Sono tre, e vanno verificate separatamente perché stanno in posti diversi.
- Il dominio. Registrato con i tuoi dati, con la tua email come contatto amministrativo. Non con l'email dell'agenzia.
- L'hosting. L'account dove vive il sito, intestato a te. Se lo paghi tu, la fattura deve arrivare a te.
- Gli accessi. Pannello del sito, casella email, scheda Google, account pubblicitari. Tutti con un utente che sei tu, e non solo un utente che ti è stato creato dentro l'account di qualcun altro.
L'ultimo punto è quello che salta più spesso. Avere un accesso non vuol dire essere il proprietario: se il profilo principale è di un altro, quell'altro può toglierti quando vuole.
Una pausa utile
Vale anche per il tuo caso?
Venti minuti al telefono e lo sai. Dici quando ti fa comodo e chiamiamo noi: non si vende niente, si ascolta come lavori e si dice cosa si può fare.
Come si verifica in cinque minuti#
Non serve un tecnico.
- Vai su un servizio di whois pubblico e cerca il tuo dominio: vedi a chi è intestato. Se i dati sono oscurati per privacy, chiedi al tuo fornitore la schermata del pannello del registrar.
- Controlla a chi arriva la fattura dell'hosting.
- Entra nella scheda Google della tua azienda e guarda chi risulta proprietario, non solo chi è gestore.
Se qualcosa non torna, non è ancora un disastro: quasi tutto si può trasferire. Diventa complicato solo quando lo scopri mentre stai già litigando.
Il momento giusto per chiederlo è prima di firmare, quando la risposta non costa niente a nessuno.
Come sta scritto nei preventivi di ArtCode#
Dominio, hosting e accessi sono intestati a te dal primo giorno. Se un domani vuoi portare tutto altrove, chiedi gli accessi e li ricevi: senza costi di uscita e senza discussioni. Sta scritto nel preventivo, non detto soltanto a voce.
Non è generosità: è la condizione minima perché tu possa scegliere di restare invece di doverlo fare.
Scritto da
Fabio Ariotti
Costruisco siti, agenti AI e automazioni per le piccole imprese italiane. Da una pagina bianca, a prezzo chiuso e con una data scritta in preventivo. Se qualcosa qui dentro non ti torna, scrivimi: dall'altra parte ci sono io.