Come funziona

Di chi sono il dominio, l'hosting e gli accessi del tuo sito

La domanda che quasi nessuno fa prima di firmare, e che diventa un problema serio il giorno in cui vuoi cambiare fornitore.

Fabio Ariotti3 min di lettura

C'è una domanda che quasi nessuno fa prima di firmare, e che diventa un problema serio il giorno in cui vuole cambiare fornitore: a nome di chi è intestato il dominio?

Non è una questione tecnica. È una questione di proprietà.

Cosa succede quando non è intestato a te#

Il dominio è l'indirizzo del tuo sito. Se è registrato a nome dell'agenzia che te lo ha fatto, quell'indirizzo non è tuo: è loro, e te lo lasciano usare. Finché il rapporto funziona non te ne accorgi. Quando finisce, te ne accorgi tutto insieme.

Nella pratica succedono tre cose, in quest'ordine.

La prima: chiedi di spostare il sito da un'altra parte e ti viene detto che "non è così semplice". La seconda: esce una cifra per il trasferimento, che nessuno aveva nominato prima. La terza: se decidi di non pagarla, riparti da un dominio nuovo, e perdi tutto quello che quell'indirizzo aveva accumulato in anni di biglietti da visita, insegne, schede Google e link ricevuti da altri siti.

Non serve malafede perché finisca così. Basta che nessuno abbia messo la cosa per iscritto all'inizio.

Le tre cose che devono essere tue#

Sono tre, e vanno verificate separatamente perché stanno in posti diversi.

  • Il dominio. Registrato con i tuoi dati, con la tua email come contatto amministrativo. Non con l'email dell'agenzia.
  • L'hosting. L'account dove vive il sito, intestato a te. Se lo paghi tu, la fattura deve arrivare a te.
  • Gli accessi. Pannello del sito, casella email, scheda Google, account pubblicitari. Tutti con un utente che sei tu, e non solo un utente che ti è stato creato dentro l'account di qualcun altro.

L'ultimo punto è quello che salta più spesso. Avere un accesso non vuol dire essere il proprietario: se il profilo principale è di un altro, quell'altro può toglierti quando vuole.

Come si verifica in cinque minuti#

Non serve un tecnico.

  1. Vai su un servizio di whois pubblico e cerca il tuo dominio: vedi a chi è intestato. Se i dati sono oscurati per privacy, chiedi al tuo fornitore la schermata del pannello del registrar.
  2. Controlla a chi arriva la fattura dell'hosting.
  3. Entra nella scheda Google della tua azienda e guarda chi risulta proprietario, non solo chi è gestore.

Se qualcosa non torna, non è ancora un disastro: quasi tutto si può trasferire. Diventa complicato solo quando lo scopri mentre stai già litigando.

Il momento giusto per chiederlo è prima di firmare, quando la risposta non costa niente a nessuno.

Come sta scritto nei preventivi di ArtCode#

Dominio, hosting e accessi sono intestati a te dal primo giorno. Se un domani vuoi portare tutto altrove, chiedi gli accessi e li ricevi: senza costi di uscita e senza discussioni. Sta scritto nel preventivo, non detto soltanto a voce.

Non è generosità: è la condizione minima perché tu possa scegliere di restare invece di doverlo fare.